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Parco Naturale Regionale del Corno alle Scale

Il territorio del parco occupa il settore occidentale dell'alto Appennino bolognese, a nord del crinale tosco- emiliano, fino a comprendere alcune valli che discendono verso il solco principale percorso dal fiume Reno. L'area protetta si prolunga in direzione ovest nel Parco Regionale dell'Alto Appennino modenese, il quale a sua volta si raccorda con il Parco dell'Alto Appennino reggiano, costituendo così una vasta zona interessante buona parte del versante settentrionale del rilievo emiliano. L'area del Corno alle Scale fa capo all'omonima vetta, che costituisce la massima elevazione della zona (m 1945); nelle vicinanze del crinale, ossia nelle sue parti più alte, essa si configura come un imponente massiccio montuoso, che dalla cima principale si prolunga verso la Punta Sofia (m 1939), e il monte La Nuda (m 1828), quest'ultimo ben conosciuto dagli appassionati escursionisti.

Da un punto di vista idrografico, l'area protetta del parco è solcata da due principali corsi d'acqua: il torrente Dardagna ad ovest, che gettandosi nel Panaro fa parte del bacino del Po, ed il torrente Silla, tributario del Reno, che raccoglie le acque drenate dalle zone più ad est. Trattando l'aspetto più specificamente morfologico e paesaggistico vi è da rilevare la presenza di due bacini montani dalle caratteristiche ben distinte: l'alta valle del Dardagna, ricca di faggete e di suggestive cascate, presenta sin dalla testata varie testimonianze della passata estensione dei ghiacciai, quali circhi glaciali spesso fusi ed a quote leggermente più basse dossi di origine morenica. Tali elementi sono facilmente riconoscibili ed apprezzabili anche in virtù della bassa copertura vegetale, costituita essenzialmente da brughiere e praterie d'altitudine. Degni di nota ,in quanto ben visibili e facilmente raggiungibili, i depositi morenici intorno al lago del Cavone, in prossimità dell'omonimo rifugio.Durante il periodo di massima espansione glaciale wurmiana (circa 20000 anni fa), nella valle del Dardagna scendeva una lingua glaciale che si spingeva sino alle quote dove attualmente sorge il santuario di Madonna dell'Acero.

Per contro, ad est della dorsale Corno - La Nuda si incunea la singolare e selvaggia valle del torrente Silla, articolata in una testata composta da numerosi solchi vallivi assai tormentati, dai fianchi ripidissimi e quasi interamente boscati.

In questa sezione del parco si ergono imponenti rilievi arenacei. Il termine stesso arenaria (dal latino "arena", ossia sabbia) fa riferimento alla composizione essenzialmente sabbiosa di queste rocce, con granuli saldamente cementati. Queste arenarie, a tratti visibili tra la folta vegetazione boschiva, sono esposte in modo continuo lungo il crinale principale, dove formano la nota immagine stratificata del Corno (le "scale" citate nello stesso toponimo).

I vasti strati arenacei che affiorano nel parco descrivono alcune tra le più caratteristiche pieghe rinvenibili sull'Appennino. Si tratta di anticlinali, cioè pieghe convesse verso l'alto che per il protrarsi di intense spinte si sono rovesciate nella porzione frontale. Queste strutture sottolineano un comportamento duttile delle rocce durante fasi compressive. Le migliori esposizioni di pieghe osservabili nel parco del Corno alle Scale si trovano nella già citata valle del torrente Silla, all'altezza del piccolo abitato di Monteacuto delle Alpi e di Pianaccio; altri affioramenti sono localizzati lungo il versante sinistro della valle del Dardagna, all'altezza del monte Mancinello (mt. 1444).

Notizie Utili e Itinerari Suggeriti

Il Parco Regionale del Corno alle Scale, istituito nel 1988, si estende su un'area di circa 5000 ettari, interamente nel comune di Lizzano in Belvedere (BO). Il piano territoriale ha individuato al suo interno una vasta area di protezione integrale, altre di protezione generale ed un esteso circondario di preparco.
Le possibilità di escursioni nell'area protetta del parco sono davvero numerosissime; ne segnaliamo alcune, che si possono considerare degnamente rappresentative dei variegati aspetti del territorio: morfologico, panoramico, botanico, ecc.

° Il Corno alle Scale e l'Alpe di Rocca Corneta. E' questa la salita più agevole alla cima del Corno; inizia a lato del laghetto del Cavone, ove è chiaramente visibile il circo glaciale. Passando oltre l'Alpe di Rocca Corneta attraverso praterie, ginepri nani e mirtilli, si giunge a Punta Sofia e quindi alla vetta del Corno, splendido punto panoramico.Ridiscendendo lungo il crinale, superata Punta Giorgina (mt.1927) si può arrivare facilmente al Lago Scaffaiolo e da qui, attraversando i vasti prati delle Malghe (mt.1650) il sentiero a mezzacosta riporta al Passo della Porticciola (mt.1676) e al punto di partenza.

° Il Monte La Nuda Partendo dall'abitato di Pianaccio si procede lungo la strada sterrata fino al rifugio forestale Segavecchia (mt.910); continuando sulla medesima via attraverso faggi, conifere e vari affioramenti marnoso arenacei si giunge alla sorgente conosciuta come Sboccata dei Bagnadori (mt.1274).Da qui un ripido sentiero si addentra nei boschi fino ai panoramici Balzi del Fabuino (mt.1688) e con un ultimo passaggio raggiunge la cima erbosa della Nuda (mt.1828).Da lassù si osserva molto bene la vicina, imponente parete est del Corno alle Scale, con le evidenti stratificazioni. Il ritorno segue il medesimo percorso.

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